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Bosa è un gioiello e il suo fascino è indiscutibile. A testimonianza di ciò, Francesco, il proprietario dello Sporting Hotel Stella Maris come tanti visitatori incappati qui quasi per caso hanno deciso di acquistare dimora e lo hanno eletto a posto sublime dove contemplare la natura dipinta dalla luce che qui sa essere davvero speciale.

La sua condizione di isolatezza così com’è circondata dal mare e dalle montagne l’ha protetta da un certo sviluppo turistico di massa e le ha conferito un’atmosfera decisamente rilassata.
Il territorio di Bosa è tra i più suggestivi della Sardegna, qui sono rappresentati quasi tutti gli ecosistemi caratteristici dell’isola (marino, costiero, fluviale e montano), arricchiti dalla presenza di testimonianze storiche e archeologiche.
La zona è decisamente poco antropizzata, la sola presenza umana è quella, tradizionale, dei pastori, e si presenta difficilmente accessibile agli estranei, sia per la conformazione del territorio complessa ed accidentata, sia per l’assenza di piste e sentieri utilizzabili dagli escursionisti poco esperti.

Bosa offre agli appassionati dell’immersione un vero paradiso di scenari sottomarini, vicino al continente, in grado di offrire escursioni da sogno un po’ ovunque. È questa la vera Sardegna, quella dove il turismo di massa non è mai arrivato: luoghi in cui la morfologia del litorale è rimasta immune dal cemento e le rocce e il mare sono padroni delle purezze solitarie di un ambiente vergine, che offre incontri straordinari

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Adagiato lungo le sponde del Temo, unico fiume navigabile della Sardegna, il borgo di Bosa è dominato dal castello dei Malaspina che si erge sul colle di Serravalle intorno al quale le variopinte case del borgo medievale rendono unico e suggestivo il paesaggio. Le palme del lungofiume mosse dal vento, la linea dei bassi edifici delle Concerie, i viottoli in ciottoli di fiume del quartiere medievale, il verde nelle sue sfumature, il mare azzurro e, se si è fortunati, il volo del grifone intorno al Castello dei Malaspina. Questa è Bosa: luogo dal fascino strano, incerto tra fiume e mare, dai colori indefinibili, dai sentimenti forti ma introflessi, come di chi si sente ben radicato nella propria cultura.

I fabbricati delle antiche concerie Sas Conzas (magazzini un tempo adibiti alla concia e alla lavorazione delle pelli) che si specchiano nelle acque calme del fiume e il quartiere di Sa Costa, tutto stradine e scalinate, dove ancora qualche donna siede sull’uscio a lavorare il filet. Dell’imponente castello dei Malaspina, costruito nel 1112 dai marchesi di Malaspina dello Spino Secco, rimangono le torri e il muro di cinta, al cui interno è rimasta in piedi la chiesa di Nostra Signora di Regnos Altos, costruita nel ‘300; da qui proviene un ciclo di affreschi di scuola catalana.
Notevole la Cattedrale di Bosa, ristrutturata nell’Ottocento in tardo stile barocco piemontese di cui conserva la maestosità.

Nella località campestre di Calamedia, sulla sponda sinistra del Temo, sorge invece la ex cattedrale romanica di San Pietro, in trachite rossa, della seconda metà dell’XI secolo.
La via più importante della città, Corso Vittorio Emanuele, era anticamente chiamata Sa Piatta per indicare, appunto, la strada principale. Lungo i lati della strada si innalzano gli edifici più antichi di Bosa dove in passato vivevano le famiglie nobili, come per esempio il Palazzo di Don Carlo.

Una componente che caratterizza il paesaggio fluviale bosano è la coltivazione dell’olivo sui versanti collinari che costeggiano entrambe le sponde del Temo. La valle è circondata da rilievi montuosi di origine vulcanica variamente stratificati, l’area costiera è caratterizzata da promontori e insenature pittoresche, con sabbia ricca di ferro e utilizzata per la cura dei reumatismi. La flora e la fauna della valle sono fortemente influenzate dalla presenza del fiume; dal punto di vista faunistico questa è un’area molto importante in quanto ospita molti esemplari di avvoltoio grifone. Inoltre sono presenti nella riserva specie come il nibbio reale, l’aquila reale, l’aquila del Bonelli e il falco pellegrino. Una particolare attenzione è da dare alla possibile presenza della foca monaca, specie minacciata di estinzione.

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Il BORGO DEI BORGHI, il borgo più votato dai telespettatori italiani, è stato svelato da Licia Colò e Dario Vergassola nella puntata speciale del Kilimangiaro andata in onda il giorno di Pasqua.

Bosa, ambasciatrice della Sardegna grazie alla designazione dell’Associazione nazionale borghi più belli d’Italia, ha guadagnato il secondo posto nella speciale classifica che la vedeva in competizione con altre diciannove perle del continente, superata da Gangi in Sicilia. “Era già importante poter essere tra i venti borghi in gara e possiamo dire che Bosa ha comunque vinto” ha commentato il sindaco.
Nella serata speciale di domenica 20 aprile sono passati in rassegna 20 borghi – uno per ogni regione – valorizzati dalle riprese aeree dei droni, con punti di vista nuovi e sconosciuti del nostro immenso patrimonio storico e paesaggistico. I simpatici conduttori hanno illustrato le caratteristiche storiche e culturali, nonché le specialità gastronomiche dei tanti borghi in gara, interagendo anche con gli abitanti del posto: nelle piazze così come nelle loro case e alle loro tavole. Fino alla proclamazione del “Borgo dei Borghi”: una vera e propria hit-parade che ha visto Bosa protagonista sul podio quale secondo borgo più bello d’Italia.

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